FASSINO NON C’ENTRA NIENTE!

Né la frase da me ad un certo punto pronunciata “comunque la banca ce l’avremo saldamente in mano” (ordinanza, p. 47), a fronte della molteplicità di volte in cui (nella stessa telefonata in questione) mi ero informato dall’ing. Consorte facendo sempre riferimento alle “vostre” iniziative, alle “vostre” attività, ai “vostri” obbiettivi, può avere significato diverso da quello di una mia partecipazione emotiva all’operazione, essendo la primavolta che il movimento cooperativo stava per conseguire un importante risultato nel mondo della finanza italiana (…)Tanto più che nella mia telefonata del giorno successivo, l’ultima intercettata del 18.7.2005, nella quale ho formulato la domanda,tanto enfatizzata dalla stampa, “allora? Siamo padroni di una banca?”, essa è, significativamente, stata subito seguita dalla mia precisazione testuale, conseguente alla risposta affermativa dell’ing. Consorte, “naturalmente siete voi i padroni della banca, io non c’entro niente” (ordinanza, p. 50). (…) Ed anche il ringraziamento che l’ing. Consorte mi ha fatto di passaggio: “ti ringrazio…anche per l’aiuto che ci hai dato” , in assenza di una qualsiasi traccia di un mio contributo materiale al conseguimento dell’obiettivo da lui perseguito, può avere il solo il significato di un ringraziamento per l’appoggio morale e per la simpatia dimostrata.(…)

E ABBERLUSCONI SI!!

AGGIORNAMENTO: i lettori dell’Unità paiono pensarla in modo diverso da Fassino… sorry.

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