Sono perplesso. Ritengo questo caso un’ulteriore dimostrazione della pochezza del paese che non riesce ad affrontare il problema della diversità, del rispetto, della violenza e della sopraffazione se non declinandolo in alcune forme specifiche (omofobia, razzismo, femminicidio) cercando aggravanti ad atti sbagliati in quanto tali e non in funzione della categoria specifica a cui vengono rivolti. In altre parole, preferirei degli educatori che parlano ai ragazzi dei meccanismi per cui si scatena la violenza verso chi é diverso e le strategie sociali e personali per attenuare il problema. Un approccio pragmatico al tema della violenza convogliata verso i diversi da sè non ha molto a che vedere con pompini ingoiati o urina, io credo, ma forse mi sbaglio.
Voglio dire che l’attuazione del documento dell’Ufficio Nazionale antidiscriminazione razziale, che va sotto il nome di “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” non necessariamente (ma ovviamente non sembra escluderlo) deve trattare con le intimità pornografiche (sensu stricto) e comunque, a mio parere, quello di trattare l’argomento con i suoi risvolti pornografici non è il più efficiente dei modi per risolvere il problema. La categoria più importante da raggiungere con la sensibilizzazione é quella da cui possono sorgere reazioni violente, cioé i potenzialmente violenti a prescindere coi diversi, siano essi di un altro genere, con una preferenza sessuale di orientamento diverso dal proprio, sostenitori di una diversa squadra di calcio, abitanti di un diverso quartiere, studenti di un’altra classe, persone di diverso colore, età, di diversa etnia, di diversa lingua, di altra religione, ceto sociale etc. etc. Se questo è vero (e lo è) allora bisogna porsi il problema di come raggiungerli per migliorare la loro reazione, e non per provocarli per poi dire “che stupidi fascisti”. Loro saranno stupidi fascisti (e lo sono) ma noi siamo stupidi idioti e le differenze così si radicalizzano. Bisognerebbe invece agire sul poco senso di empatia che hanno e che è ingigantito su pochi elementi (patria? lingua? genere?) e farli ragionare su quali sono i propri meriti nell’appartenere a tali categorie: scandalizzarli non aiuta.

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