Vi spiego perche’ alcuni anni fa ho deciso di diventare vegano.

Gli animali soffrono perche’ hanno un sistema nervoso come noi. In effetti anche i moscerini hanno un sistema nervoso e perfino le meduse. E’ abbastanza intuitivo il fatto che un individuo senza sistema nervoso non può soffrire perché gli mancano i neuroni sensitivi. I neuroni sono delle cellule specializzate che propagano segnali nervosi sulla loro superficie usando delle onde di ioni che entrano ed escono dalle loro membrane. Tutte le cellule del nostro corpo fanno queste onde saline ma alcune cellule di più. Anche le cellule delle piante fanno queste onde elettriche ma l’accordo generale e’ che le piante non pensano: se le piante pensassero cosa penserebbero di noi vegani? In effetti gli erbivori sono nemici delle povere piante indifese perché  ne divorano i teneri germogli e gli unici alleati delle piante sono i carnivori che talvolta azzannano e uccidono gli erbivori. Quindi, e’ meglio pensare che le piante non pensano perché altrimenti penserebbero male di noi vegani che ci nutriamo solo di loro e non dei loro peggiori nemici. Ma siccome viviamo in un mondo in cui bisogna essere politically correct altrimenti Lilly Gruber fa la faccia corrucciata, Vauro ti costruisce una vignetta ad hoc e Fabio Fazio non ti manda Fabio Volo ad intervistarti, allora ho deciso che sono vegano solo per il 97% del mio tempo (il 3% non è statisticamente rilevante) e che posso dedicarmi ad alimenti di origine rigorosamente erbivora (mucche, latte, pollame) per un tempo massimo di 1 ora al giorno da calcolarsi con cadenza settimanale (5 ore alla settimana).  Da quando ho deciso questa dieta sto molto meglio con me stesso, mi sento in perfetta sintonia con le piante che mi circondano e, ovviamente, anche con gli animali che ormai non mangio quasi più. Ve lo consiglio anche a voi.

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