Con una disarmante sincerità un lettore scrive che mostrare la foto di un profugo morto sulla spiaggia (il figlio di uno scafista, pare), è di sinistra e va fatto, mostrare i morti ammazzati a Parigi sarebbe di destra ed è giusto non farlo. Freccero smuove gli istinti peggiori, l’ho sempre detto.

Un articolo molto confuso, che tra l’altro sposa due o tre tesi contemporaneamente . Colpiscono alcune affermazioni. “Perché l’attacco di Parigi viene percepito da tutti come una provocazione dell’Islam nei nostri confronti, non come una risposta ai bombardamenti francesi in Siria?” Come si fa a scrivere “tutti”? Non è vero, la maggioranza degli europei e degli italiani sa benissimo di cosa si tratta, e vede bene che decenni di politiche estere disastrose (non solo la Siria) e di profonde contraddizioni e ambiguità presentano il conto, un conto che per l’ennesima volta si vuole saldare facendo la guerra e rinfocolando sentimenti nazionalisti (la grandeur della Francia, i monumenti illuminati coi colori della bandiera) o meglio nazionalpopolari e convenzionali, in una messinscena intrisa di sostanza ideologica basata sulla nostra indiscutibile superiorità (non a caso nell’articolo si legge che Fallaci aveva previsto tutto. La Fallaci??? Bell’esempio – con tutto il rispetto – di equilibrio e lucidità). Il cabaret occidentale che si ripete tutte le volte fa un po’ pena: di quei poveri morti si dovrebbe finalmente sentire la responsabilità, ammettendola, piuttosto che fermarsi all’oggi (la Siria è solo l’ultimo tassello). I governanti per primi, la televisione e anche la stampa embedded semplificano e coltivano la genesi del nemico, mentono di continuo, ma chi come Freccero osserva le persone comuni da lontano si convince che quei media e quei leaders politici ci rappresentino e che siano realmente capaci di influenzare le nostre opinioni. No, per fortuna no, ormai sappiamo che la rappresentazione della realtà ci propone il verosimile e non il vero e sappiamo anche che l’industria della Paura serve a togliere democrazia dovunque, anche qui da noi. “In televisione ha prevalso un genere consolidato di successo: la mozione degli affetti, la cronaca come spettacolo atto a colpire la pancia e non la testa degli spettatori”: fa veramente specie che sia proprio Freccero a co-firmare questo articolo. Lui che si complimentava poco tempo fa su Il Manifesto per la foto di Aylan definendola riuscitissima dal punto di vista mediatico? Mah, non ci si crede, memoria corta e doppia morale a gogò.

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    Ovviamente il riferimento alla Fallaci era ironico. E poi c’e’ una bella differenza fra la pubblicazione della foto di un bambino profugo morto e le inchieste morbose sugli attentati: la prima scelta spinge a sinistra, la seconda a destra.

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Almeno Federico 79 è sincero.


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